Si è svolta a Torri venerdi 14 dicembre nel prestigioso auditorium di San Giovanni, la terza edizione delle “Benemerenze del Garda” che, come dice il presidente del Comitato per le Benemerenze, Stefano Nicotra, «centrerà l’attenzione su chi si sia prodigato, nell’anno, per fare del bene verso gli altri e verso la società. Il tutto col solo scopo di fare conoscere da vicino e dare un premio simbolico a chi ha messo a disposizione tempo e risorse per migliorare la vita degli altri».

A decidere sul premio una giuria composta dal Presidente, il poliedrico giornalista Angelo Peretti, dal famoso poeta/ex medico condotto Bepi Sartori, dallo strepitoso  campione di bike trial, Alberto Limatore che si è anche esibito in loco sulla sua bici col “coraggioso” supporto di Sara Pinali.

E i giurati hanno deciso che a vincere il premio sia la generosa famiglia composta dai coniugi Brizzolati e dai loro 28 figli, di cui 2 propri, gli altri adottati o presi in affido. Secondi ex equo, Don Renzo Zocca, promotore di una casa di accoglienza a Pescantina, su terreno da lui stesso donato con i suoi 5 fratelli e dai genitori, e tre giovani di Peschiera, Jarno Puff, Max Roldo e Lele Grezzani, che hanno messo a punto un aereo radiocomandato di tecnologia avanzatissima, con telecamere, per ispezionare zone arse da incendi o colpite da calamità naturali.

La grande serata ha avuto numerosi intermezzi, dall’esibizione  della  Schola Cantorum Don Leone fondata  30 anni fa, alla  proiezione del video sul volo in elicottero della signora Emilia Zucchetti, presente in sala, soprannominata per questo la “nonna volante”.  La spericolata Milia , a cui è stato promesso per il prossimo compleannodei 105 anni un volo più lungo, come da lei desiderato,  ha lasciato a bocca aperta chi non la conosceva….anche Flavio Tosi, il sindaco di Verona intervenuto  nonostante i suoi numerosi impegni sul territorio.

Risalto è stato dato a due film sul sociale recentemente prodotti da  Michele Calì, che ha visto protagonisti molti attori , da Federica Andreoli,  presentatrice della serata, a Giancarlo Giannini,

Enzo Iacchetti, Sergio Muniz, Katia Ricciarelli, Edoardo Costa, e, sorpresa, anche Flavio Tosi!

Presente alla serata anche il sindaco di Garda Davide Bendinelli, che ha avuto parole di plauso nei riguardi della manifestazione, mentre il sindaco di Torri è stato rappresentato dall’assessore Tiziana Bonetti.

 Claire Sargint

 

 

 

TORRI. Il macellaio editore ripropone il dodicesmo lunario dedicato alla vita locale
Il calendario secondo Girardi
Foto d’epoca del paese e dei suoi primi visitatori acquistabili in macelleria o visibili sul sito internet

 

 

 

 

E sono dodici. Mario Girardi, macellaio per mestiere, ma anche, per passione genuina, editore, webmaster e collezionista di foto, ha dato alle stampe l’edizione 2008 del suo calendario torresano. Il soggetto è sempre strapaesano: questa volta sono istantanee dei primi vagiti del turismo rivierasco. Tra gli anni Venti e i Sessanta, per intenderci. Così come nelle versioni passate c’erano state altre foto d’epoca, e scene di pesca, ritratti di donne (Torri dalle belle donne era il modo di dire sul lago), panoramiche, fiori. L’anno scorso era toccato alle cartoline stampate nel tempo dal locale Circolo filatelico numismatico.
Stavolta si apre con un’immagine virata seppia, scattata agli inizi del secolo scorso davanti all’Albergo Torri. Gennaio ha una veduta del porto, quasi deserto, negli anni Trenta, febbraio è rappresentato dal vòlto del Calcinardi, in pieno centro storico, negli anni Quaranta. In marzo ecco un flash sulla costruzione del lungolago, anni Sessanta. In aprile una panoramica primaverile dal molo mezzo secolo fa. Per il mese di maggio, si propone uno scorcio di corso Dante negli anni Cinquanta: un’ automobile staziona davanti a uno dei primi negozietti, sul muro qualche manifesto strappato del Cinemascope. In giugno piazzetta Regina Margherita negli anni Cinquanta, è dello stesso periodo la foto di Fritz Bauknecht in via Cesare Battisti, che adorna luglio.
Agosto: il traghetto è appena partito dall’attracco, negli anni Sessanta. Settembre: tre barche da pesca (e due sono le vecchie gondole piane incatramate) sostano sulla spiaggetta davanti all’albergo Lido (anni Cinquanta), accanto a pochi bagnanti che prendono la tintarella. Ottobre: un tuffo negli anni Quaranta, mentre si distendono le reti da pesca nel Pra de la Val, davanti al castello scaligero dove adesso c’è il posteggio. Novembre: due barconi da trasporto hanno le vele orgogliosamente alzate all’interno del porticciolo in una bella ripresa degli anni Trenta fornita da Giuseppe Bertera. Stessa fonte, medesima epoca per la foto (la più bella del lunario, coedito con Daniela Pippa) che illustra dicembre: un uomo, di spalle, si appoggia alla bicicletta, sul molo, e in fondo, vicino ai panni stesi ad asciugare, c’è un crocchio di donne.
Chi volesse copia del calendario può recarsi alla macelleria Girardi. Chi s’accontenta di sfogliarlo su internet, può accedere al sito www.berengario.com, gestito da Mario Girardi: ci si trova sopra di tutto un po’ sulla comunità torresana, ed è un bel servizio a favore del paese, apprezzato anche dai torresani emigrati all’estero, che possono seguire on line le vicende della terra d’origine e vederne le immagini della vita quotidiana. E non si limita ai calendari e al sito l’attività culturale di Girardi, perché ha stampato negli anni scorsi anche qualche volume: la raccolta fotografica «Torri andata e ritorno», il quaderno «La tredicina di Sant’Antonio» insieme a Luigina Pescetta. E chissà cos’altro avrà in testa...A.P.

 

  

TORRI. Intervista esclusiva concessa dal capo della Repubblica federale tedesca Horst Kohler in vacanza sul Garda
«Splendido lago, qui voglio tornare»

di Gerardo Musuraca

«Il lago di Garda e Verona sono davvero fantastici. Certamente ritornerò nei vostri territori molto volentieri: è solo una questione di tempo, ma cercherò di trovarlo». Si conclude con queste parole, pronunciate con evidente sincerità, l’unica intervista rilasciata in Italia, in esclusiva a «L’Arena», durante i cinque giorni di visita privata da parte del presidente della Repubblica federale tedesca, Horst Kohler. Una ventina di minuti in tutto in cui il «numero uno» tedesco si è aperto, tracciando un bilancio della sua prima volta a Verona e sul lago di Garda.
Carattere fermo ma gentilissimo, cortese e disponibile verso chiunque, il presidente ha accettato di sedersi ad un tavolo dell’Hotel Gardesana, l’albergo storico di Torri dove, da mercoledi fino a stamattina, Kohler si è trattenuto con la moglie Eva, la figlia Ulrike e il cagnolino nero Midnight. Che il presidente fosse una persona semplice, nonostante la autorevolezza della carica di livello mondiale, lo si era capito già dal suo arrivo sul Garda: in bicicletta come un qualsiasi turista, sebbene ovviamente guardato a vista tanto dagli uomini della scorta tedesca, che dalla Digos di Verona e dai Carabinieri di Malcesine e Torri.
«Anche in Germania», ha spiegato divertito il presidente, rispondendo alla domanda sul perchè della sua scelta di arrivare proprio sulla due ruote, «sono solito andare in bici. Credo sia il modo migliore per incontrare, conoscere la gente e per vedere da vicino i luoghi che si incontrano. Anche a Berlino lo faccio abbastanza spesso». All’Hotel Gardesana il capo di stato tedesco e la sua famiglia sono arrivati su indicazione del console tedesco dell’ambasciata di Milano.
«Non ero mai stato prima d’ora nè sul Garda e nè a Verona», ha proseguito Kohler. «Ho trovato dei luoghi bellissimi e, soprattutto, un miscela perfettamente dosata tra cultura, storia e paesaggi straordinari». E scatta il ricordo e la descrizione di quanto visto in queste giornate, sia in bicicletta che in città e che, infine, a bordo della motovedetta dei Carabinieri di Peschiera, su cui è salito insieme con il comandante provinciale, Georg Di Pauli, per un’escursione con pranzo a bordo. Venerdì infatti, con la famiglia e il piccolo barboncino nero, Kohler era partito in barca da Torri per Malcesine, dove aveva potuto visitare anche il castello sul Garda. «Mia figlia», ha illustrato il presidente, «ha studiato letteratura italiana, oltre a quella tedesca. Tutti siamo rimasti colpiti e molto contenti di vedere, ad esempio, preziosi ricordi del passaggio e del soggiorno di Goethe a Malcesine. Un onore vedere come anche il vostro popolo ricordi dei personaggi tedeschi a noi molto cari».
Mentre l’intervista prosegue sotto lo splendido porticato dell’hotel, proprio a pochi metri dalle acque del Garda, una piccola folla di tedeschi riconosce il proprio presidente e si ferma davanti al tavolino, impensierendo inizialmente la scorta, che stringe la sorveglianza ma non fa una mossa. Un tedesco in bicicletta, con moglie e figlioletta, si ferma. E, sceso dalla due ruote, si avvicina al tavolo per salutare, con molto calore ed evidente simpatia, il proprio capo di Stato. Kohler non si sottrae e anzi, stringe la mano a tutti, si informa da quale città provengano i connazionali e dispensa sorrisi.
«Il lago di Garda e Torri del Benaco», prosegue, «è stato un luogo ideale per trascorrere questi giorni. Mi hanno colpito l’ospitalità e la tranquillità che la bellezza dei luoghi sa trasmettere». Infine, un ultimo commento su l’Arena e sulla lirica. «L’ambiente dell’Arena è molto suggestivo», conclude il presidente, «e sono venuto anche per la lirica. Avrei potuto soggiornare a Verona ma abbiamo preferito il Garda. Qui c’è davvero molto da vedere, cinque giorni non bastano. Certamente troverò il tempo per ritornare da voi e, magari, anche in questo Hotel. La mia famiglia vorrebbe rimanere perchè siamo stati davvero bene». Il presidente della Repubblica Federale Tedesca ripartirà per la Germania stamattina mentre ieri ha potuto ammirare il panorama lacustre dall’alto della funivia di Malcesine, che sale sul monte Baldo. Insomma, una visita a tutto tondo, breve ma «piena» di curiosità appagate per il presidente tedesco. E che ha anche rivelato agli italiani la simpatia di un personaggio non chiuso nel ruolo istituzionale. Capace di godersi le pedalate, una gita e due chiacchiere sotto un portico.

Da L’ARENA del 12 agosto 2007

 

 

VALE LA PENA FARE OPERE BENEFICHE?

 

Di Claire Sargint

 

Nella sua posizione di esecutore testamentario il dott. Bruno Massimo Albarelli è più che mai deciso a portare avanti le volontà della zia Miria Cherubini, deceduta l’anno scorso.  Tra le molte donazioni fatte in passato, la signora Miria, vedova del medico veronese prof. Amleto Loro, nel 2003 aveva donato all’azienda sanitaria veronese un robot all’avanguardia del valore di 800 mila euro, poi scarsamente utilizzato; e questa è stata la donazione meno felice tra le tante fatte dalla zia.

L’anno scorso poi la signora aveva destinato la somma di oltre 3 milioni di euro all’azienda ospedaliera per la creazione di un centro oncologico. Inspiegabilmente a tutt’oggi l’ingente somma giace ancora inutilizzata, non essendo stato presentato alcun progetto. A fronte delle richieste degli eredi, recentemente l’Azienda ha assicurato  che presenterà a breve un progetto scientificamente adeguato, d’intesa con l’Università di Verona e la fondazione Cariverona.

Resta inteso che se il progetto non dovesse andare in porto, le somme saranno destinate ad altre opere benefiche.

Tra le opere più felici portate avanti con i fondi della signora Cherubini,  il nipote Albarelli ricorda  la realizzazione della RSA per 120 posti nell’ambito di Villa Monga, attuata in collaborazione con la fondazione Cariverona; del centro riabilitativo Don Calabria; del restauro del silos nell’ambito della Santa Marta, per la creazione di aule scolastiche della Facoltà di Economia e Commercio Dell’Università di Verona.

Quando potrà avverarsi l’ultimo sogno della generosa benefattrice?  

 

Dal Corriere della Riviera – Agosto 2007