Lungolago Lido Mirabello

 

 Agosto 2007

 

tamara-torment

 

Panchine di salvataggio

 

Mio padre Robert,  classe 1915,   per molti anni ha amato  percorrere quotidianamente quel  tratto di lungolago  che va dalla Campagnola a Bardolino, speditamente nei primi tempi, più lentamente negli ultimi,   per raggiungere il centro paese, assaporare un caffè, comperare il giornale. Questo specialmente in autunno  quando le ore di sole si fanno preziose e gli alberi di Parco Carrara Bottagisio indossano i  vestiti più belli e illuminano di colore il lungolago.   Negli ultimi anni apprezzava in modo particolare le numerose panchine che trovava sulla sua strada, per riposare un poco, contemplando il paesaggio lacustre in certo modo  somigliante a  quello della natia  Zante , che portava sempre nel cuore.

Alla vista della trasformazione  della prima tranche del nuovo lungolago, ho pensato spesso ai commenti che avrebbe potuto fare: dotato di un innato senso estetico e aperto a innovazioni, non credo avrebbe disapprovato in toto il nuovo contesto  architettonico , fatta eccezione per quelle particolari panchine, soprannominate “funghi”….. soprattutto  perché non avrebbero potuto dargli molto sollievo, prive come sono di spalliere, e adatte ad una clientela  più “green”. Io stessa, non più extrayoung, rimpiangevo già le vecchie care panchine dello storico lungolago.

Ed é stato perciò con sorpresa e piacere da parte mia che una mattina, oltrepassato lido Mirabello,  mi sono apparsi due bei prototipi  di panchine  provviste di un comodo schienale! In attesa di altri  numerosi arrivi di “panchine di salvataggio”…..

 

 

 

  

Cement-city

 

 

 

I funghi

 

“Vecchie cose”

 

Seconda tranche Lido Cornicello ancora da eseguire