- BETTY -
1.9.1914
– 9.2.1982



Punta San Vigilio , dunque, riviera veronese del Garda. Cipressi,
ville, e parchi settecenteschi, statue, ruderi romani, lapidi, automobili, una
locanda lieta e raccolta insieme, un po’ eremo e un po’ osteria, un po’
italiana, e un po’ nordica, signorile e casalinga, belle stoviglie, candide
tovaglie, a strapiombo sul porticciolo, il lago davanti che entra da ogni
finestra insieme al sole, al cielo, alle vele. Pace solenne, festoni di verde,
chiome di edere sui muretti, una straduccia, che si inerpica e finisce sotto un
volto, trote del lago, vin bianco di Soave, limpido rosso anche lui della terra
veronese, una giovanissima miss che è qui da bambina ed è rimasta tutta
inglese, tutta bionda, tutta occhi azzurri e turchini – ma questi hanno preso
dal lago – tutta giglio, tutta deliziosa miniatura, delicatissima litografia a
tenui colori, figlia gentile del serioso locandiere. Come possibile vivere se
non qui? (dall’Arena
- 1930)

Miss Betty






A Venezia

Young Betty


Londra - 1946

All’Eremitaggio


Betty alla finestra
LEO
(1911-1955)

Mio zio Leo arrivava d’estate dall’Inghilterra, anche in
moto,
e si fermava da noi per qualche settimana.
Pur avendolo incontrato poche volte, lo ricordo con
moltissimo affetto.
Mi portava a Garda a trovare la sua maestra, a casa
Pincini,
e il ricordo che mi è rimasto di quelle visite, vago
perché ero molto piccola,
era di una giovane Liliana che dipingeva le pareti della
sua bella casa con fiori delicati..…
L’ho visto a Londra l’ultima volta nel 1954, e il ricordo di quell’incontro mi
commuove ancora.
Sarebbe morto, molto giovane, poco tempo dopo.
