Gli Olivier arrivarono per la
prima volta a San Vigilio nel 1953.
Leonardo li accolse con grande
simpatia : Vivien, armoniosa e bella
creatura, e Laurence, personaggio
carismatico dal grande fascino non potevano non incantare il loro burbero
connazionale. (Mr. Walsh nacque e morì fedele suddito di sua maestà, pur avendo
passato gran parte della vita in
Italia)
La coppia paladina dell’eterno amore, stregata
dalla magica punta e dall’ospitalità
dell’anfitrione, tornò negli anni successivi .
Alle giornate di tranquillo
riposo alternavano qualche serata in Arena
e al teatro Romano, alcune gite nei dintorni, lavorando anche alla
sceneggiatura dei loro lavori, tra cui quella di Riccardo III.

“Leonoel”
Durante le vacanze estive del ’55 , Vivien e
Laurence chiesero a Mr. Walsh di poter tornare
anche durante l’inverno.
Avendo ormai stretto un rapporto di cordialità che
trascendeva da quello ordinario tra albergatore e cliente, Leonardo s’intenerì
e riaprì per loro la locanda , addobbando in particolare la loro stanza da
letto (sempre la stessa, la n.7) e la sala del caminetto per l’evento natalizio.
Mr. Walsh come al solito preparò per loro le
immancabili trote ma anche piatti tipici
come “paparele e fasoi”, senza tralasciare i vini della zona,
particolarmente apprezzati dalla coppia.
Il settimanale “Oggi” pubblicò in copertina la foto di Vivien e Leonardo
intenti a cucinare insieme.

Vivien era raggiante. Arrivò con Laurence poco prima del 25 dicembre per trascorrere una decina di giorni nella baia che era diventata la culla del loro amore. Insieme agli Olivier c’era anche Sir William Turner Walton con la moglie. Walton, famoso musicista e direttore d’orchestra, compose, proprio in quell’anno, le musiche di Riccardo III.
I giorni di festa passarono
sereni, in un ambiente reso ancora piu’ magico dalla tranquillità dell’inverno
e dalle attenzioni esclusive del locandiere, trasformatosi per l’occasione in
… “Leonoel”. Fu proprio cosi che gli ospiti
ricordarono la notte di
capodanno sulle pagine del libro della locanda, giocando con il nome di
Leonard e di Natale in francese.
Sotto il disegno firmato da L.
Olivier, formato da un lago di note, contornate da candeline, alberelli, stelle
e un romantico quarto quarto di luna…gli ospiti apposero le proprie firme
dandosi un arrivederci all’estate successiva!
In particolare, oltre agli
autografi, si nota la dedica di Vivien che ringrazia Leonardo per il piu felice Natale mai trascorso!

Con la figlia
Nell’estate del 1956 Vivien tornò
senza Olivier ma con il primo marito, l’avvocato Hubert Holman , sposato nel
1932, e la figlia ventitreenne Suzanne, destando in patria un certo scalpore.
Sui giornali compaiono numerose foto dei tre a San
Vigilio. Descrivono Suzanne un poco più piccola di sua madre, meno regale: con
un viso minuto e i capelli scuri, leggermente sopraffatta dalla bellezza e
dalla celebrità di lei.
Quanto all’avvocato Holman, è
un quieto e compassato legale della city, molto apprezzato, molto legato alla
figlia.
Andranno insieme a Leonard
anche ad assistere ad uno spettacolo in Arena.
La vacanza toccò in Inghiltera
la suscettibilità degli austeri conservatori della morale.
In particolare la laburista
Jean Mann, parlando di questa
vacanza a un congresso sociale,
definì il comportamento “scandaloso”, se unito poi all’assalto fatto
dell’attrice alla Camera dei Lords quando interruppe la seduta per gridare :
salvate il St. James dalla demolizione!
E lo salvò quando ormai gli operai stavano per dare il primo colpo di piccone
al grande teatro. L’attrice si limitò a giudicare “sgarbata” la critica della
deputa.
Nel settembre del 1958
Vivien arrivò in compagnia della madre, una bella signora molto “inglese”
impegnata a distrarre la figlia dai suoi pensieri. I giornali riportarono la
notizia che Vivien veniva a S.Vigilio per
curarsi da un esaurimento nervoso. Sir Laurence invece aveva preferito passare le vacanze da solo in
Spagna. Era l’inizio della fine: divorziarono
nel 1960.

Durante i soggiorni non mancarono degli “scontri” con Leonardo. Come riportato dal settimanale Tempo, ci fu un piccolo putiferio quando due pescatori gardesani (erano Rito e Gabrio Monese?) avevano voluto dare a Vivien il benvenuto con una serenata; erano giunti via lago, da Garda, fin sotto il balcone dell’attrice che, udendo le prime note della chitarra, s’era affacciata alla balaustra; ma la scena romantica fu bruscamente interrotta da mister Walsh, il quale imponeva il silenzio dopo le 21 e non tollerava nessuna infrazione alla regola conventuale. Il terribile Leonardo non ammetteva eccezioni nemmeno per Vivien e nonostante i suoi ottant’anni tuonò come un cannone zittendo i cantori.
Ma lo scontro che determinò la
rottura e il drastico allontanamento
dell’attrice dalla locanda avvenne il 10 ottobre del 1958 quando un
corteggiatore aveva oltrepassato il limite …..della porta della camera da letto
della diva, scatenando
irrimediabilmente l’ira del nostro Leonard.
Il “corteggiatore” ricompare ufficialmente con nome e cognome
sull’ Arena del 14.12.1997, in un articolo di Angelo Peretti: era Franz Bonn,
avvocato di Bonn, premiato dall’allora
sindaco Giorgio Comencini con l’ultima incisione del coro
L’invito del Sindaco di
Verona – P. Gonella
Caro Sig. Walsh, mia moglie,
venuta a rendere omaggio ai signori Olivier, mi ha riferito delle sue cortesie.
Perché non cede,
per una sera, lo scettro di Punta
S. Vigilio, per diventare nostro ospite gradito all’Arena? Vedrà un diavolo
spaccone che fa
sortilegi con il tempo e con
la vita non meno spettacolari di quelli che Lei combina in cucina. Potrebbe
venire con i signori
Roussin i quali, penso, saranno
orgogliosi di viaggiare con l’imperatore degli albergatori. Cordialmente. P.
Gonella
Cordialmente. P. Gonella
Verona, 17 luglio 1954

Durante una di queste vacanze
, venne anche Tarquin, il figlio avuto
da Laurence dalla prima moglie. Il giovanotto non seguirà la carriera paterna,
preferendo quella dell’esploratore.
Nel settembre del 1958
Vivien arrivò in compagnia della madre, una bella signora molto “inglese”
impegnata a distrarre la figlia dai suoi pensieri. I giornali riportarono la
notizia che Vivien veniva a S.Vigilio per
curarsi da un esaurimento nervoso. Sir Laurence invece aveva preferito passare le vacanze da solo in
Spagna. Era l’inizio della fine: divorziarono
nel 1960.

l’Attrice
- 1937
Vivian Mary Hartley nacque a Rajeeling in India il 5
novembre 1913.
Attrice dotata di una incantevole bellezza, nonché
di grande charme, è stata una delle migliori attrici che abbiano mai calcato le
scene inglesi, e senza dubbio la più affascinante. L’attrice aveva un carattere
fragile ed insicuro, soffriva di ansia e depressione ed era una accanita
fumatrice. Nonostante la vincita di 2 premi Oscar, interpretò solo una ventina
di film, preferendo recitare in teatro più che davanti alle cineprese.
A 6 anni si trasferì in Inghilterra, iniziando a
frequentare una rigida scuola gestita da suore. A 18 anni, decide di frequentare
l’ Accademia Artistica di Londra. Dapprima il suo interesse è per il teatro, ma
è attratta dal sempre più crescente mondo del cinema.
Nel 1932 si sposa con Hubert L. Holman. L’anno dopo
nasce sua figlia Suzanne.
La grande occasione arriva nel
Ottenuto l’Oscar per questa sua interpretazione,
l’attrice instaura intanto una appassionata relazione con Laurence Olivier, che
sposerà nel 1940. Insieme al marito allestirà delle fortunate rappresentazioni
shakesperiane dell’Amleto e di Romeo e Giulietta.
Nel 1945 scopre di essere ammalata di
tubercolosi. Nel 1951, l’attrice è di
nuovo sullo schermo nella trasposizione cinematografica del dramma di Tennessee
Williams, Un tram che si chiama desiderio, per la regia di Elia Kazan. In
questo film l’attrice a fianco di Marlon Brando, è splendida nel calarsi con
vivida sofferenza nei panni dell’affascinante e psicolabile Blanche DuBois.
Ottiene il suo secondo Oscar e un BAFTA nel 1952.
Intanto una crescente ansia emotiva e una brusca
depressione contribuiscono a minare il suo rapporto con Olivier, che termina
con il divorzio nel 1960.
Vivien Leigh si spegne all’età di 53 anni nella sua
casa di Londra e le sue ceneri verranno disperse al vento in un lago del
Sussex.
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Laurence
Olivier nacque nel Surrey il 22 maggio 1907. Ritenuto da molti tra i più grandi
attori del XX secolo, ha infiammato le scene inglesi ed americane grazie al suo
vibrante e profondo talento interpretativo, e al suo fascino magnetico.
Suo padre, un prelato, decise che il
figlio sarebbe diventato un attore. Frequentò così
Ebbe il figlio Tarquin dalla prima
moglie, Jill Esmond che sposò nel 1930 e da cui divorziò per sposare Vivien
Leigh nel 1940. Come testimone di nozze partecipò Katharine Hepburn. I due
divorziarono nel 1960. Olivier infine sposò Joan Plowright nel 1961, dalla
quale ebbe il figlio Richard .
L’attore ebbe 10 nomination agli Oscar.
Vinse il premio come miglior attore e miglior film (come produttore) con Amleto
nel 1948 e 2 Oscar Onorari per Enrico V. Vinse un BAFTA nel 1955 per la sua
interpretazione nel Riccardo III.
Fu nominato Cavaliere nel 1947 e pari del
Regno nel 1970, come Barone Olivier di Brighton e fu insignito dell’Order of
Merit nel 1981.
Quando la sua salute peggiorò temendo di
non avere abbastanza soldi per la famiglia, partecipò a molti film e speciali
televisi esclusivamente per denaro, con la sola condizione di dover partecipare
alla promozione pubblicitaria di queste opere.
Morì nel 1989 all’età di 82 anni a causa
dio complicazioni di malattie neuromuscolari e cancro.
Lord Olivier è sepolto nell’angolo dei
poeti all’interno dell’abazia di Westminster a Londra.
I premi assegnati da The Society of
London Theatre furono rinominati Lorence Olivier Awards in suo onore nel 1984. Per merito delle
tecnologia digitali, 15 anni dopo la sua morte Olivier apparve in un un nuovo
film, Sky Capatin and the World of Tomorrow.
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