V O C I D A N T E S C H E




Giornata della Dante - Chiostro del
Duomo – Studenti Liceo Maffei – Regia R. Puliero
Terza
edizione Premio Culturale Sandro Bevilacqua
Leggere, guardare, ascoltare dentro
INCONTRI
AL LISTON 12………
foto Loris Antonioli

Mercoledì 14 febbraio 2007


Giovedì 15 marzo 2007


Mercoledì 18 aprile
2007
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TORRI
DEL BENACO - PREMIO CULTURALE SANDRO BEVILACQUA – LUGLIO 2006

Marco
Clementi La pazzia di Aldo Moro

Lorenzo
Reggiani e Candido Cannavò: E li chiamano disabili

Van Rov Dalì Marzio
Breda – La guerra del Quirinale

Accadde solo per
caso…. Marina Como Cinzia Pagano Giorgio Passionelli

Barbara Capponi Rosanna Zanolli Ettore
Mo – Fiumi Giovanni Masciola

Francesco
Specchia Marcello Veneziani Angelo Infanti Donatello Bellomo
Alfredo Meocci

Molo Ferruccio De
Paoli
La sposa Invisibile di
Marcello Veneziani

Claudio
Gallo Don Bruno Fasani Aldo Forbice Giovanni Masciolla


foto Loris Antonioli
Da l’ARENA di giovedì 13
luglio: A Torri si premiano personaggi del mondo della cultura
Presenti Koll, Clementi, Cannavò, Van Roy Dalì,
Breda, Mo, Como, Veneziani, Specchia, Infanti, Gallo, Forbice
Al
via oggi la seconda edizione del premio culturale «Torri del Benaco - Sandro
Bevilacqua». Voluto dal Comune gardesano, anzitutto dal sindaco Giorgio
Passionelli e dall'assessore alla cultura Tiziana Bonetti, col patrocinio della
Provincia di Verona e del quotidiano L'Arena, ideato e
coordinato da Cinzia Pagano, l'evento riunirà da oggi a domenica nomi famosi e
giovani promesse della stampa, della televisione e del cinema.
L’attrice Claudia Koll incontrerà il pubblico stamane alle 11 nella
parrocchiale di Torri.
I lavori inizieranno alle 17.30 nel cortile del Castello
Scaligero. Marco Clementi, docente di storia dei Paesi dell'Europa orientale,
presentato da Giovanni Masciola, parlerà del suo La pazzia di Aldo Moro,
edito da Rizzoli. Seguirà lo storico direttore de La gazzetta dello sport
Candido Cannavò, presentato dal giornalista Lorenzo Reggiani, con E li
chiamano disabili. Storie di vite difficili, coraggiose stupende,
pubblicato da Rizzoli. Nella cena di gala verrà premiato per la pittura Josè
Van Roy Dalì, figlio di Salvador Dalì.
Domani alle 18 Marzio Breda, inviato speciale del Corriere della sera, e
Mino Martinazzoli, ultimo segretario della Democrazia cristiana, presenteranno La
guerra del Quirinale. La difesa della democrazia ai tempi di Cossiga, Scalfaro
e Ciampi di Marzio Breda, edito da Garzanti. Alle 19,30 Ettore Mo,
leggendario inviato del Corriere, illustrerà Fiumi, edito da
Rizzoli. Alle 21 sarà la giornalista di punta del tg1, Marina Como, a parlare
del suo recente Accadde solo per caso che Grace Diana e Ingrid…
pubblicato da Rai Eri.
Sabato alle 18 Marcello Veneziani parlerà de La Sposa Invisibile edito
da Fazi, di cultura, politica e televisione. Seguirà Francesco Specchia,
viceredattore capo di Libero, conduttore televisivo, con Gli
inaffondabili. Un manipolo d'eroi d'inizio millennio, pubblicato ne Gli
specchi Marsilio. A presentarlo sarà Alfredo Meocci, ex direttore generale
della Rai. La serata sarà dedicata al grande cinema: Angelo Infanti, interprete
ne Il padrino e in numerose altre pellicole, verrà intervistato dal
giornalista e scrittore Donatello Bellomo.
Domenica alle 20.30 Claudio Gallo, bibliotecario della Civica di Verona,
docente di storia del fumetto, parlerà del suo Tutto cominciò con Bilbolbul,
uscito per i tipi di Perosini, storia del fumetto italiano. Concluderà i
lavori, Aldo Forbice, vicedirettore del Giornale radio Rai, conduttore della
seguitissima trasmissione radiofonica Zapping, scrittore di vaglia.
Al premio non mancherà la musica. Stasera, dopo la cena di gala, ritmi dixie
con la veronese Original perdido jazz band, e domani un concertista di livello
mondiale, l'italo americano Julian Lawrence Gargiulo.
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Al Molo Ferruccio De' Paoli -
Ettore Mo, celebre inviato di
guerra de Il Corriere
della Sera, presenta il suo ultimo volume Fiumi, edito da Rizzoli. Guida
l'incontro Giovanni Masciola.
L’intervista.
Il giornalista, noto per i suoi reportages di guerra, ci parla del suo ultimo
libro «Fiumi», cronaca di un viaggio planetario tra laghi e dighe
Da L’Arena di v enerdi 14
luglio: Leggendario inviato di guerra del
Corriere della sera, erede del grande Egisto Corradi, Ettore Mo ha ora pubblicato per Rizzoli «Fiumi. Lungo
le grandi strade d'acqua del pianeta». Il giornalista è ospite oggi alle 19 al
Premio Bevilacqua, a Torri del Benaco.
- Ci parla del grande progetto anatolico e della contesa dell'acqua fra
Turchia, Siria ed Iraq?
«Il Tigri e l'Eufrate sono due fiumi ricchissimi d'acqua, per contro gli Stati
che ne sono attraversati covano ostilità che sono più volte sfociate in veri e
propri scontri armati. Il mio vagabondare lungo le grandi vie d'acqua del
pianeta è stato proprio teso a scoprire le ragioni della guerra dell'acqua, che
è la guerra del nostro secolo, mentre il secolo precedente è stato
caratterizzato dalla guerra del petrolio. Quella di fare il giro del mondo
passando per le sponde dei principali fiumi del pianeta è stata un'idea mia e
del direttore Paolo Mieli. La diga di Ataturk, in Turchia, è una delle più
grandi del mondo e se la Turchia chiudesse i rubinetti e non facesse più
passare l'acqua, l'intero Iraq morirebbe di sete. Le dighe sono il problema di
tutti questi grandi fiumi. Se ne continua la costruzione soprattutto per
produrre energia elettrica. Nehru diceva che la diga è il tempio dell'era
moderna, ma per la gente che viene sradicata dal suo territorio è la tomba
dell'era moderna. E' questi il problema del Rio delle Amazzoni, del Nilo, dello
Yangtze. La gente vive sul suo territorio, se ne viene strappata via vive una
tragedia.»
- Che effetto le fa il Piave impetuoso delle battaglie ridotto a rigagnolo?
«Noi italiani siamo tutti malati di Piave. L'abbiamo studiato sui libri di
scuola, ne abbiamo letto le narrazioni fatte in mille modi diversi anche da
grandi scrittori, come Riccardo Bacchelli. Mio papà aveva fatto la prima guerra
mondiale sul Piave, ed io sono un grande innamorato di Hemingway. E ho vinto un
premio Lignano Sabbiadoro a lui dedicato. Mi sembrava doveroso seguire il corso
del Piave, ora così sfruttato per l'irrigazione. Un tempo le navi andavano dal
Cadore a Venezia, ora quel fiume non c'è più, è rimasto un rigagnolo, appunto.»
- Come valuta l'impatto sul territorio della Diga delle Tre Gole, in Cina?
«Quando sono sulla diga dello Yangtze, forse la più grande diga del mondo, già
entrata in funzione con due anni di anticipo sui programmi del governo cinese,
penso che è stato cacciato via un mare di gente dalle sue case. In Cina vi sono
in previsione altre sette dighe. Vi sono state migrazioni bibliche. Sono
riuscito a parlare con alcune persone dei villaggi sommersi dalle acque.
Ovviamente sono stati programmati dei villaggi rifugio, ma lo sradicamento è
comunque una tragedia. Ho cercato di intervistare gente che più comprendeva
questo problema, dal sindaco del piccolo paese al sacerdote. A pagare, alla
fine, è sempre la gente comune.»
- Quali sono le condizioni del popolo andino, ostaggio della sete?
«Nelle Ande siamo stati in Bolivia, dove c'erano stati veri e propri scontri
armati, perché era stata privatizzata l'acqua. Siamo arrivati al villaggio di
Cochabamba quando la gente aveva appena sparato. Benché il paese sia ricco
d'acqua, il modo per distribuirla resta problematico. Purtroppo il controllo
delle acque è finito in mano all'oligarchia. La privatizzatrice delle acque è
stata la compagnia francese Suez. L'acqua è un elemento così "vasto"
che non si sa più chi può averne il
controllo. Queste immense società si sfidano a vicenda, per cui il campesino è
l'ultimo su cui si abbattono le conseguenze di questa penuria, che gli esperti
prevedono saranno allarmanti e inquietanti. Negli ultimi anni sono già morti
otto milioni di persone per la carenza d'acqua. Nella mente della gente questo
problema sembra lontano, invece è vicinissimo ed estremamente drammatico.»
- Quale le pare essere il destino dell'occhio azzurro della Siberia, il lago
Bajkal?
«Il lago Bajkal è uno dei più belli del mondo. L'ho visitato nel periodo
invernale, quand'era completamente ghiacciato, su trattori o fuoristrada. La
cosa allarmante è però che lì il territorio è sismico ed una scossa di
terremoto può farti sprofondare tra le fratture del ghiaccio. E' il lago con il
maggior volume d'acqua dolce più pura del mondo. Ora quel lago è minacciato da
un oleodotto che dovrebbe passargli accanto. Il lago, diverrebbe una discarica
di petrolio in caso d'una scossa di terremoto. Oggi i pescatori bucano la
crosta di ghiaccio e pescano un pesce buonissimo. L'oleodotto che porterà il
petrolio in Cina e Giappone farà incombere un pericolo di contaminazione
gravissimo su quello splendido specchio d'acqua.»

Direttamente
da New York Concerto per pianoforte di Julian
Lawrence Gargiulo
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AI Molo Ferruccio De' Paoli -
Marcello Veneziani, già consigliere Rai, editorialista e saggista,
verrà intervistato da Francesco
Specchia e Giovanni Masciola sul suo
libro più recente "La Sposa Invisibile",
edito da Fazi e sull' attuale panorama socio-culturale italiano.
Dall’Arena del 15 luglio:
Editorialista, filosofo, saggista, già consigliere d'amministrazione RAI,
fondatore di riviste e canali televisivi, Marcello Veneziani ha pubblicato ora
per i tipi di Fazi un saggio raffinato e singolare: La sposa invisibile. Lo
abbiamo intervistato su alcuni dei numerosi spunti del libro.
Ci parla del suo rapporto con i libri e del dolore che ha patito per essi dopo
la sua separazione?
"Ho sempre avuto un rapporto quasi maniacale con i libri, morboso direi.
Non solo per leggerli, ma anche per amarli, per annotarli, per compulsarli. Li
vivo a fondo. Quando una parte di essi è stata bruciata ho dovuto fare un
outing, ed anche per questo motivo è nato questo libro. Poi fortunatamente sono
tornato in possesso di gran parte della mia biblioteca, sono riuscito a
salvarne il grosso."
Quali sono le atmosfere che più l'avvicinano alla sposa invisibile?
"La sposa invisibile è di natura metaforica, sia a simboleggiare figure
reali, sia virtuali. E' essa stessa un'atmosfera. Rappresenta la solitudine, la
lontananza dagli affanni della vita, la grazia interiore. Certamente
l'atmosfera è frutto di una condizione interna cui a volte corrisponde una
condizione ambientale particolarmente felice. Ad esempio ho scritto diverse
pagine di questo libro nel plenilunio, a Talamone, davanti al mare, con l'orto
di fronte, assolutamente vicino ad una vita ulteriore."
In quali epoche della storia vi è stata a suo avviso una maggior vicinanza alla
sposa invisibile?
"Certamente
nelle epoche più sensibili alla condizione metafisica. La sposa invisibile è la
metafora con occhi di fata. Nelle epoche che hanno privilegiato la spiritualità.
Ma in realtà gli stati di coscienza, le condizioni interiori, appartengono alla
condizione umana, non ad un'epoca in particolare."
Il distacco dell'uomo contemporaneo dalla spiritualità quanto lo ha allontanato
da questa fondamentale figura?
"Sicuramente lo ha allontanato in modo radicale. Se tutto è ridotto a
visibilità, se tutto ciò che non è visibile non esiste, se addirittura la morte
è chiamata scomparsa, allora non c'è spazio per l'interiorità. Ci sono cose che
non vediamo, ma sentiamo presenti, addirittura urlanti nella nostra
anima."
Che effetto le fa rivedere i ritratti delle donne della sua famiglia? E le vite
e le opere di Marina Cvetaeva o Simone Weil?
"I ritratti delle mie antenate rappresentano per me un potente cordone
ombelicale che mi riconduce alla grande madre, alle origini. Le loro lettere
rimaste, i loro modi di vita stanno a testimoniare che hanno vissuto quasi
flebilmente, in maniera così diversa da tante esistenze di oggi. La stessa
cosa, anche se su un piano diverso, accade nell'incontro con tante autrici
della grande letteratura. Esse avevano il medesimo desiderio di non apparire,
amavano negarsi alla vita. Emily Dickinson era fotofobica, stava nell'ombra e
allo stesso modo lasciava nell'ombra le sue opere. Da una parte esse
costituiscono per me un albero genealogico, dall'altra rappresentano un
percorso a ritroso nella grande arte. Figure come quella di Maria Zambrano
esprimono una dimensione femminile dalla sensibilità eccezionale, dalla
metafisica straordinaria, non saputa cogliere dagli uomini, dagli autori
maschi."
Ci può infine disvelare il volto della sposa invisibile?
"Trattandosi d'una figura metafisica è difficilmente identificabile. E' un
incrocio fra perfezione, bellezza, amore supremo, maternità, verità, per chi
crede è la Madonna. Per chi non crede questi grandi valori restano a fluttuare
nella realtà."
Marcello Veneziani riceverà a Torri, sulla sponda veronese del lago di Garda,
oggi alle 18 il premio «Torri del Benaco-Sandro Bevilacqua» e presenterà La sposa
invisibile.
21.00
Francesco Specchia, vicedirettore
capo di Libero presenta il suo "Gli Inaffondabili", edito da
Marsilio. Guiderà l'incontro Donatello
Bellomo, capo servizio cultura e spettacoli de L'Arena, scrittore.
A seguire consegna del premio alla carriera cinematografica ad Angelo Infanti, attore fra i più significativi
del cinema italiano. Tratteggerà un ritratto dell'artista Donatello Bellomo. Verranno proiettati spezzo n i
di alcuni dei suoi film. Curerà la selezione Diego
Biello, giovane regista.
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AI Molo Ferruccio De' Paoli
20.30
Claudio Gallo,
docente di storia del fumetto, illustra il suo, "Bilbolbul",
saggio sul fumetto italiano, edito da Perosini.
21.30
Aldo
Forbice, vice direttore del Giornale Radio Rai, parla della
sua seguitissima trasmissione Zopping, dei suoi
libri e del suo impegno nel sociale
con Donatello Bellomo.
Interverrà al dibattito Don Bruno Fasani.
I premiati della prima edizione anno 2005:
Roberto Rosseti, vice direttore del Tg 1 e autore della trasmissione
UNOMA TTINA.
Valerio Massimo Manfredi, autore di libri di grande successo quale la "Tri/ogio
di A/exondros".
Don Bruno Fasani, direttore di Verona Fedele.
Alessandra
Borghese, vaticanista di Gente, autrice dei best sellers "Con occhi nuovi" e "Sete di Dio".
Pino Scaccia, inviato di guerra del Tg
1.
Pia Luciani Basso, nipote di Papa
Giovanni Paolo I.
Barbara Capponi, redattrice del Tg 1 .